Point Break
L'insostenibile leggerezza del cambiamento
Nell’arrivo delle grandi tempeste esisterebbe un istante preciso in cui tutto cambia, un momento invisibile e sospeso tra quiete e caos. I surfisti lo chiamano point break: l’istante in cui l’onda si alza, si piega, prende forma e decide se esplodere o scivolare via.
Skialper 160
Sono attimi in cui qualcosa si inclina, prende una direzione e si carica di una forza che fino a un secondo prima era solo una possibilità. Raramente ce ne accorgiamo mentre accade. Lo capiamo dopo, guardandoci indietro e realizzando che una scelta apparentemente minuscola ha spostato il nostro intero paesaggio.
Ci illudiamo che le grandi svolte si presentino con contorni netti, arrovellamenti e domande esistenziali. In realtà arrivano travestite da normalità, in un giorno qualunque, attraverso una decisione compiuta quando ancora non abbiamo tutte le informazioni necessarie.
Quasi sempre cerchiamo di riconoscere questi point break mentre li stiamo vivendo, bramando un cartello luminoso che ci avverta: “Attenzione, questa scelta cambierà la tua vita!”, ma la vita è infinitamente meno cinematografica di quello che vorremmo.
Inviare quel messaggio, dire sì a un invito, comprare un pettorale, inviare un curriculum: nessuno di questi passi ci garantisce il cambiamento, ma ogni passo che non facciamo elimina una possibilità.
Nelle lunghe corse accade continuamente. Ci illudiamo che la gara si possa decidere nell’ultima discesa, ma la verità è che spesso si gioca quando scegliamo di partire piano, quando rallentiamo invece di inseguire qualcuno, quando beviamo anche se non sentiamo la sete. In quei momenti non capiamo l’importanza di ciò che stiamo facendo, ma quelle azioni fatte in modo meccanico, molto spesso sono quelle che determineranno il risultato finale.
Il point break non è il momento in cui prendiamo coscienza che qualcosa sta cambiando, ma il momento in cui scegliamo di muoverci senza conoscere l’esito.
Solo mesi, o anni dopo, guardandoci indietro, ci accorgeremo che quello che allora sembrava un martedì qualunque, era il punto esatto in cui la nostra traiettoria aveva già iniziato a cambiare.


